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Diaspora

di libellule le tue parole

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Sansone e Dalila

Sansone e Dalila

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Il cielo in me

Io non devo scordare
che il cielo
fu in me.

Tu
eri il cielo in me,
che non parlavi
mai del mio volto, ma solo
quand’io parlavo di Dio
mi toccavi la fronte
con lievi dita e dicevi:
- Sei più bella così, quando pensi
le cose buone -

Tu
eri il cielo in me,
che non mi amavi per la mia persona
ma per quel seme
di bene
che dormiva in me.

E se l’angoscia delle cose a un lungo
pianto mi costringeva,
tu con forti dita
mi asciugavi le lacrime e dicevi:
- Come potrai domani esser la mamma
del nostro bimbo, se ora piangi così? -

Tu
eri il cielo in me,
che non mi amavi
per la mia vita
ma per l’altra vita
che poteva destarsi
in me.
Tu
eri il cielo in me
il gran sole che muta
in foglie trasparenti le zolle

e chi volle colpirti
vide uscirsi di mano
uccelli
anzi che pietre
- uccelli -
e le lor piume scrivevano nel cielo
vivo il tuo nome
come nei miracoli
antichi.

A. Pozzi

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Guarda

ancora allatto le radici dell’eucalipto solitario

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14 marzo


Crolla la cattedrale
di mani che sorregge
la nuvola d’ossa carne
coriandoli della mia identità

e nessuno pulirà il pavimento


essere un vaso di alghe
fiori e pesci
credevo questo bastasse
a serbare la mia integrità

Ma tu hai mai fatto
una domanda a un vaso?

No no scherzi dirai
perchè un vaso è
forma sola contenente
e parola viva muore
in vetro

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Per via del dolore indossava

quei campanelli colorati

vera maschera di grazia

a tutte quelle storie

annodate alla punta della lingua

perché non lo tradissero

Camminava leggero

a una suola della scarpa

aveva disegnato una stella di gesso.

La notte non ha più stelle

il mio unico occhio lo tengo ben stretto al passo

che non cerchi altro

oltre questo ritaglio di terra.

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Ho voglia di bere

Un buon bicchiere di vino

Con te.

E di alzarlo al cielo,

brindando alla prima

cosa che ci passa

di mente

e che va sempre bene.

Ci facciamo del bene

E sì, hai ragione amore mio

-amore-

Questa privilegiata novità

Che mi concedi d’essere

Anche per una volta sola

È la mia bandiera .

 

Mi piace

Come sveli la tua essenza

-Se così posso chiamarla-

Piano piano

Sfili pesi

Retorica

Rimane l’occhiolino esuberante

Della tua nudità

Mai fine a se stessa

Mai banale.

Godo di questo tuo lento svestirti

Di questa grazia

Sopravvissuta all‘ Occidente

Alla promiscuità

Belante dei corpi moderni .

Ti sposo

E ti allaccio le scarpe

Nessuno può toglierci questo

Che viviamo

Capisci?

Nessuno.

La donna che ami

 è come un melograno.

Accarezzi i miei petali

Senza sgualcirne alcuno

Nel sospiro del mattino

 benedico la luce

Che questa mattina

ha baciato la tua spalla

Io sto solo cercando

di non soffocare

nelle cento nuvole

Che ieri ho inventato

e attaccato al soffitto

che ne ho viste certe tanto belle

ieri in macchina

e io voglio fartele vedere.

Se saprai zittire con un bacio

la mia bocca dischiusa nel vento

Ti regalerò il più rosso

dei tuoi autunni.

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Quando vieni a cercarmi

che sono un mazzo d’alghe 

e mi assaggi

como beben los peces en el rio

e nell’orgasmo sboccio

in un sorriso

perché ti sento giocare

sulla schiena

fai saltare

come sassi i nei

sull’acqua.

Lasci poi appeso

alle scale il tuo cappello

non so se per svista

o per la voglia di lasciarmi un ricordo

volverán las golondrinas!

o forse ancora per lasciarmi in dubbio.

 

Ma ora che perle

rigano il viso sudato

e arrivano quelli della banca

a prelevarle con dita uncinate

dietro le iridi i pesci

irrequieti dei miei occhi

scappano

mi tiri allora un ciuffo

son qui

son qui matta!

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La mongolfiera



Mi permetto una buona volta
l’ironia del volatile
Il solito pat pat mi dà noia
preferisco schiaffeggiare
la forza che mi vuole
ombra salda a terra

benedetta terra di frutti
e bestemmie

Si inspira profondamente
e uno
e due
e

La mongolfiera

Mi permetto una buona volta

l’ironia del volatile

Il solito pat pat mi dà noia

preferisco schiaffeggiare

la forza che mi vuole

ombra salda a terra

benedetta terra di frutti

e bestemmie

Si inspira profondamente

e uno

e due

e

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Au milieu de l’hiver, j’ai découvert en moi un invincible été.